Li chiamano «movimenti secondari» e sono da sempre il grande motivo di scontro tra i Paesi europei sul fronte del dossier migratorio. In questi giorni di fuoco tra Italia e Spagna il rimpallo di accuse incrociate è sempre lo stesso, ognuno punta il dito sul mancato controllo delle frontiere altrui.

Il governo Meloni sostiene di aver ripristinato i controlli in area Schengen come misura cautelare: teme che i migranti entrati a Ceuta possano arrivare nel nostro Paese. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, risponde allo stesso modo dopo il «no» all’ultimatum con la richiesta di ritirare i controlli. Anzi, alza il tiro, accusando l’Italia di non rispettare le regole comunitarie sui migranti, come il Regolamento Dublino III, almeno dal 2022.

1 – Cosa sono i movimenti secondari?Si tratta degli attraversamenti delle frontiere che i migranti, ma anche i richiedenti asilo o i rifugiati, compiono da un Paese europeo di primo arrivo verso un altro Stato membro dell’Unione europea. Sono viaggi irregolari, che avvengono in violazione delle regole europee, come il Regolamento Dublino III. Secondo questo provvedimento, infatti, l’esame della domanda d’asilo è responsabilità del primo Paese in cui il migrante ha fatto ingresso. Una volta arrivato, dunque, dovrebbe restare sul territorio di quello Stato per tutto il tempo della procedura. Avviene, invece, che le persone decidano di spostarsi per ragioni familiari o di lavoro verso altri Paesi europei. Questi ultimi possono agire chiedendo la riammissione dei migranti, che in questo caso vengono definiti “dublinati”.