«Secondo l’intelligence spagnola c’è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio. È Sanchez che ha drammatizzato». Lo sostiene il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista alla Stampa, sottolineando che, a suo parere, «ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola».Per il ministro, infatti, «non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo». Mentre la Spagna «non ha vigilato come avrebbe dovuto. E la politica del "venite tutti e sarete regolarizzati", come ha fatto con un milione di immigrati, è un messaggio negativo che mette a rischio la sicurezza di tutti». «A me sembra che questa preoccupazione sia condivisa in Europa», ha aggiunto.«Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario», ha spiegato il vicepremier. Tajani ha ricordato che, secondo il sindaco della città autonoma spagnola Juan Jesús Vivas, nell’area sarebbero rimasti «tra gli 8 mila e gli 11 mila migranti», migliaia dei quali provenienti dall’Africa subsahariana e non rimpatriabili.Il ministro ha sottolineato che Ceuta non fa parte dello spazio Schengen, mentre la Spagna sì, evidenziando il rischio di movimenti secondari dei migranti non marocchini. «Dove vanno dopo che sono arrivati in Spagna? L’Italia, come destinazione, è il Paese più esposto», ha affermato.Tajani ha poi detto di condividere l’appello di Mattarella, sostenendo però che «la dignità delle persone non si rispetta consegnando i migranti ai trafficanti di esseri umani, alla morte in mare». Parlando di Ucraina, il ministro ha poi commentato le dinamiche del campo progressista: «È singolare che dopo le esternazioni filo-russe e anti-Occidente di Conte, Schlein non abbia ancora detto da che parte sta». In conclusione, Tajani ha parlato di legge elettorale: «È stato trovato un compromesso che permette di rispettare tutti i vincoli costituzionali. Le preferenze non sono l’elemento chiave della legge. L’obiettivo è dare stabilità al sistema e al Paese».