HomeAnconaCronacaLe città nella morsa dell’afa: "Isole di calore e canyon urbani. Il centro ha bisogno di più verde"Sulla carta Ancona è tra le città più verdi d’Italia, ma è un dato drogato dai polmoni del Conero e del Cardeto che sono zone comunque marginali. L’analisi dell’ingegnere ambientale Chiappini.Sulla carta Ancona è tra le città più verdi d’Italia, ma è un dato drogato dai polmoni del Conero e del Cardeto che sono zone comunque marginali. L’analisi dell’ingegnere ambientale Chiappini.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl termometro di questo agosto non lascia scampo, e mentre la città cerca ombra arriva la notizia che in viale Cristoforo Colombo probabilmente verranno abbattuti i tigli e gli olmi per fare posto all’ennesimo centro commerciale. Un caso che apre un interrogativo più ampio: quanto è pronta Ancona a difendersi dalle isole di calore? A spiegare il fenomeno è Alessandra Chiappini, ingegnere ambientale e dottoranda di ricerca all’Univpm, collaboratrice di Arpa Marche: "L’isola di calore urbana è un microclima in cui il costruito registra temperature più alte rispetto alle aree rurali vicine – premette –. In letteratura si va dai due ai dieci gradi di differenza, in media intorno ai sette gradi. Nelle nostre simulazioni marchigiane, tra Porto d’Ascoli, Ancona e Castelfidardo, ci muoviamo su un grado e mezzo o due gradi: ma parliamo di risoluzioni altissime, al livello del metro calpestabile, su tratti di strada di cento metri. Non è affatto poco".