HomeMilanoCronacaL’omicidio Damato, un anno dopo. La famiglia chiede giustizia. Un sospettato, nessuna svoltaLa casa di Silvana, la tabaccaia di Bruzzano, è ancora sotto sequestro e non si può procedere al funerale. Il fascicolo è passato di mano dalla pm Mondovì alla pm Ria, il legale procede con indagini difensive. .Silvana Damato, di 69 anni, al parco Nord dove giocava a carte con le amicheRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciÉ trascorso un anno dalla morte di Silvana Damato, la tabaccaia di 69 anni, un lavoro alla stazione Centrale di Milano e una tranquilla pensione in un bell’appartamento in via Bisnati, a Bruzzano, periferia Nord della città. La famiglia, la figlia, il nipote, chiedono giustizia per la loro mamma e nonna, chiedono risposte alle molte domande che sorgono davanti ad un omicidio tanto assurdo la cui soluzione sembra a portata di mano, ma poi non arriva mai la svolta.

Silvana non ha ancora avuto il funerale, non c’è il via libera, la sua casa è chiusa, sequestrata da un anno e, intanto, in questi dodici mesi il fascicolo è passato di mano. Dalla pm Valentina Mondovì che, a dire il vero, era quasi intenzionata a chiuderlo con una archiviazione, alla pm Maria Cristina Ria che lo ha da poco ripreso in mano, ma per ora si trincera dietro a un "non ci sono novità". In questi mesi l’avvocato Walter Felice con i suoi consulenti ha lavorato parecchio sul caso facendo indagini parallele e provando a mettere in fila gli elementi raccolti perché la morte di Silvana non finisca tra i fascicoli dei cold case.