ROSOLINA - Un aperitivo per dimostrare che un incendio può distruggere un locale, ma non lo spirito di una comunità. A poche ore dal rogo che ha colpito il Rick’s Bar, commercianti, ristoratori, cittadini e turisti si sono ritrovati nel locale per testimoniare la loro vicinanza alla famiglia Manojlovic, protagonista di una riapertura lampo che ha colpito l’intero litorale.

All’iniziativa hanno partecipato il presidente di Amare Rosolina, Nicola Brugiolo, l’assessore Sara Biondi, don Alberto Alfieri e numerosi operatori economici della località. «Abbiamo voluto essere qui – spiega Brugiolo – per portare un segno concreto di vicinanza a Dejan e alla sua famiglia e ribadire l’unità della nostra comunità. Nei momenti di difficoltà è importante che i commercianti sappiano fare squadra e sostenersi reciprocamente». IL SOSTEGNO Un messaggio di sostegno è arrivato anche dal sindaco Michele Grossato, che ha espresso la propria vicinanza alla famiglia colpita dall’incendio. «Piena solidarietà a Dejan e a tutta la sua famiglia. Gli inquirenti stanno lavorando per accertare le cause del rogo e, fortunatamente, tutto si è concluso nel migliore dei modi. Dal punto di vista commerciale il capitolo è già stato archiviato, perché l’attività ha saputo ripartire immediatamente. Sul piano giudiziario saranno le indagini a fare chiarezza. Auguro al Rick’s Bar un grande in bocca al lupo: è risorto dalle proprie ceneri come una fenice». LA RIPARTENZA A raccontare le ore successive all’incendio è Nicolas Manojlovic, figlio dei titolari. «Ci siamo rimboccati le maniche e, dopo una giornata di duro lavoro, siamo riusciti a riaprire. Lo sentivamo inevitabile, soprattutto per tutti i messaggi di affetto e di incoraggiamento ricevuti, che ci hanno dato la forza di ripartire subito. Non potevamo mollare». Manojlovic ha anche voluto chiarire alcune informazioni circolate nelle ore successive al rogo. «Mio padre Dejan sta bene e fortunatamente non c’è stato alcun ferito. Solo un nostro dipendente ha riportato qualche piccola scheggia: è rimasto al pronto soccorso per circa mezz’ora ed è stato subito dimesso, tornando poi al lavoro. Sulle cause non abbiamo alcuna certezza e non vogliamo puntare il dito contro nessuno. Sinceramente, non c’è nessuna certezza che sia doloso, solo sospetti, quindi non mi sento di puntare il dito contro nessuno. Vorrei fosse più in primo piano la nostra ripartenza e la forza, che sia di messaggio che si può cadere 100 volete e rialzarsi 101. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che si può cadere cento volte e rialzarsi centouno». Anche molti turisti hanno voluto manifestare concretamente il loro sostegno, invitando a frequentare il locale come gesto di vicinanza. «La mattina si sono ritrovati il bar in fiamme, la sera era già aperto, più bello di prima. Dobbiamo prendere esempio da questi ragazzi e dalla loro straordinaria voglia di ricominciare».