"E' stato molto strano: già sull'aereo le hostess ci hanno detto che non potevamo scendere a terra senza mostrare i documenti alla Polizia. Gli agenti poi non ci hanno controllato il passaporto, hanno solo visto che lo avessimo in mano, in modo che potessimo entrare nel Paese". Appena sbarcata con il primo volo da Roma, una passeggera italiana, più disorientata che infastidita, ha descritto così alla tv pubblica spagnola l'inedita esperienza di essere tornati all'era pre-Schengen, quando il concetto di libera circolazione tra Paesi era poco più di un'astrazione.

Un salto all'indietro, un ritorno al passato, sancito dalla decisione del governo di Madrid di sospendere, dalla mezzanotte scorsa al 7 settembre, nei confronti dell'Italia, quel Trattato che dal marzo del 1995 permette alla stragrande maggioranza dei cittadini europei di entrare e uscire dai propri paesi senza passare alcun controllo. Una procedura considerata ormai naturale, ma che i più anziani considerano ancora una grande conquista dell'Unione europea. Ma nessuna fila e nessun disagio, per i passeggeri dei circa 250 voli odierni provenienti dall'Italia 64 solo nello scalo di Madrid Barajas, che di fatto hanno solo mostrato i propri documenti all'uscita dell'aereo, nel finger, o in alternativa, direttamente sulla pista, appena scesi dalle scalette.