Levata di scudi da parte del Comitato in Difesa dell'Ospedale Delogu di Ghilarza – Raffaele Manca. A quasi due settimane dall’incontro con la manager della Asl Grazia Cattina si dice preoccupato per quanto emerso in quell’occasione e per settembre annuncia una grande assemblea.

«Dalle informazioni emerse durante l'incontro si prospetta un ridimensionamento di importanti servizi sanitari presenti nel Presidio Ospedaliero Delogu. Sarebbero in valutazione il ridimensionamento della Radiologia, del laboratorio analisi, la chiusura del Day Surgery, la trasformazione del Punto di Primo Intervento con limitazione dell'attività alle sole ore diurne. Si tratta di prospettive che destano grande allarme nelle popolazioni del Guilcer, del Barigadu, del Montiferru e dei territori limitrofi. E tali ipotesi risultano ancora più incomprensibili alla luce degli importanti investimenti pubblici in corso, finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza», sottolineano per il Comitato Tore Viola, Filomena Deriu, Silvio Manca, Immacolata Boeddu, Ferdinando Defrassu e Gabriella Pinna.

L’apprensione maggiore è per il Punto di primo intervento, che registra più di 5.000 accessi ogni anno. «Ridurre Radiologia, Laboratorio Analisi, Day Surgery e Punto di Primo Intervento significherebbe svuotare di fatto il ruolo stesso dell'Ospedale di Comunità e compromettere l'efficacia degli investimenti del PNRR», proseguono dal Comitato. Quindi chiedono: «Il mantenimento del Punto di Primo Intervento aperto h24, il mantenimento del laboratorio analisi, il mantenimento della Radiologia con l'intera dotazione tecnologica attualmente operativa, il mantenimento e il potenziamento del Day Surgery, il pieno utilizzo delle strutture finanziate con il PNRR, la presentazione pubblica del piano organizzativo dell'ospedale Delogu e del cronoprogramma dei servizi futuri, il coinvolgimento dei sindaci, dei Consigli comunali, delle comunità locali e delle rappresentanze del territorio in ogni decisione riguardante il Presidio».