L’esercitazione dei Vigili del Fuoco alla diga di Sauris.
Un intervento in uno degli scenari più complessi che i soccorritori possano trovarsi ad affrontare, tra pareti verticali, canyon e grandi altezze. È quello simulato nei giorni scorsi alla diga del lago di Sauris, dove il Nucleo SAF Avanzato (Speleo Alpino Fluviale) dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia ha dato vita a una complessa esercitazione di soccorso tecnico, mettendo alla prova uomini, tecniche e attrezzature in un contesto particolarmente impegnativo.
A prendere parte all’attività sono stati 12 operatori provenienti dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco di Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia, chiamati a simulare il recupero di un infortunato rimasto alla base della diga, sul greto del torrente Lumiei.
Il recupero dal fondo del canyon
L’esercitazione è stata sviluppata in due fasi distinte. Nella prima, tre specialisti SAF hanno raggiunto il fondo del canyon per localizzare la persona ferita, prestarle le prime cure e sistemarla sulla barella. Contemporaneamente, una seconda squadra ha predisposto dal primo ballatoio della diga, situato a circa 40 metri di altezza, un sistema di recupero mediante palo pescante, indispensabile per superare le difficoltà imposte dalla particolare conformazione della struttura.






