Brescia, 16 giugno 2026 – Dieci ore di operazioni nel cuore della terra per testare le nuove frontiere del soccorso ipogeo e le altissime capacità tecniche dei volontari del Soccorso Alpino Italiano con la sua componente speleologica, considerata una delle migliori al mondo.
Sabato 13 giugno il comprensorio di Prato Nevoso-Artesina, nel Cuneese, è stato lo scenario di un’importante esercitazione della Prima Delegazione di Soccorso Speleologico del CNSAS. I tecnici hanno simulato un complesso intervento di salvataggio all’interno dell’Abisso Dolly: una cavità che si apre a quota 1775 metri sul versante nord-orientale del Monte Mondolé.
Le finalità
L'obiettivo del test era verificare sul campo l'efficacia delle "tecniche di recupero alleggerite", una serie di procedure d'avanguardia sviluppate dalla Scuola Nazionale del CNSAS per velocizzare l'evacuazione di un ferito in ambienti sotterranei estremi.
La simulazione ha visto l'impiego di una squadra ridotta, composta da soli dieci tecnici, tra cui un medico esperto in soccorso in ambienti impervi. I soccorritori hanno calato e poi fatto risalire una barella con a bordo un figurante, affrontando il severo percorso dell'Abisso Dolly, caratterizzato da un sistema di pozzi verticali intervallati da strettoie mozzafiato.






