«Non si tratta di difendere a tutti i costi un “centro” fisico, ma di non perdere di vista la fraternità, vero “centro” di questa nostra città. È la voglia di costruire una comunità in cui non prevalga l’interesse del più forte; una comunità in cui, oltre a costruire case (che servono), impariamo a edificare legami (che rimangono)».
Il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, prende per la prima volta la parola su Spin Time, dopo aver seguito il tavolo delle trattative tra la proprietà dell’immobile, il fondo Investire Sgr e il Comune di Roma. «La Chiesa di Roma, chiamata a presiedere nella carità, c’è. E sarà sempre dalla parte delle persone che alzano il loro grido di sofferenza, che cercano una mano tesa, e una comunità da chiamare casa» ha continuato il cardinale in una nota diffusa alla stampa in cui afferma che «sarebbe sbagliato archiviare la vicenda Spin Time con il solo sgombero del palazzo».
La città pubblica siamo noi. Da Spin Time al mondo
A prendere parola sulla vicenda è stato anche il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’abitare, Koldo Casla, che ha rivolto un appello alle autorità italiane per «trovare una soluzione abitativa a lungo termine per questa comunità». Le sistemazioni temporanee, continua «non devono mettere a rischio la sicurezza personale, non possono diventare un’opzione a lungo termine e devono rispettare il diritto dei membri della famiglia a non essere separati, oltre a garantire un ragionevole livello di privacy».












