Ana Estrela aveva dovuto lasciare il Bistrot multietnico del Redentore, a Bari, locale che negli anni era diventato un simbolo di integrazione: cucina che mescolava tradizioni diverse, clientela mista, un presidio informale contro l'isolamento del quartiere. A fine luglio poi la rinascita: in via Re David 11/A, nel quartiere San Pasquale, ha aperto Estrelas Bread & Food, panificio-bistrot, che Estrela aveva preso a gestire assieme alla figlia Laina e al marito Zakaria Haidary. Non una semplice riapertura, ma una nuova vita per lo stesso progetto, con la stessa vocazione multiculturale.
Ana Estrela apre a Bari il suo bistrot multietnico: "Qui produciamo pane e dolci da tutto il mondo"
La ripartenza si è però complicata quasi subito. Il locale ha appena compiuto una settimana. "Nei giorni successivi all'inaugurazione è successo di tutto" racconta Estrela sul profilo Facebook. "Tanti brutti commenti sui social, i ladri che hanno sfondato la porta e hanno poi svaligiato la cassa, un condomino che ha fatto una denuncia dichiarando il falso in forma anonima, per cui non ho potuto denunciarlo per calunnia".
Estrela non arretra. "Ho deciso che niente di tutto ciò attraverserà la mia luce" scrive. "Ho scelto la bellezza e la non violenza. Nonostante le cose brutte, preferisco guardare altrove". Estrela è originaria di Salvador, in Brasile. A Bari è arrivata 29 anni fa e non se n'è più andata. "Sono rimasta folgorata da tante cose: la gentilezza, la curiosità verso la mia cultura, il Santo patrono della città — straniero, dalla pelle olivastra come la mia, con le spoglie rubate per amore". Mettici poi le somiglianze: "Il colore di Salvador è biancorosso, come qui. E poi il mare".







