“Non ho ucciso la nonna, mi sentivo male, ho provato a sfondare la porta per scappare”. Resta in carcere Alessandro Carminucci, il giudice ha convalidato l’arresto.

Lo studente in Ingegneria Aerospaziale alla Sapienza, 25 anni, sabato mattina ha provato a rispondere alle domande del pm durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto in carcere a Lanciano. Ma il racconto del ragazzo è apparso del tutto inverosimile, scollato dalla realtà. Carminucci è accusato di aver assassinato a martellate Gilda Di Giuseppe, 89 anni, nella casa di famiglia ad Altino, il comune di tremila abitanti in provincia di Chieti.

Quando i carabinieri sono arrivati in casa hanno trovato la nonna massacrata dietro la porta di casa. Il ragazzo era seduto su un gradino, in stato confusionale, la testa tra le mani, lo sguardo perso. Carminucci, orfano della madre, è in cura da uno psichiatra ormai da tempo, ma non ha ricordato neanche questo durante l’interrogatorio.

L’interrogatorio e l’istanza

“Nonna non è morta”, ha ripetuto, nonostante l’abbia uccisa con un martello e una piccozza da muratore. “L’esito dell’interrogatorio non è stato utile a chiarire i fatti – dice l’avvocato Luigi Toppetta - ma ha dimostrato chiaramente che il ragazzo è malato e non è capace di intendere e di volere. Adesso, per prima cosa raccoglieremo i documenti medici e chiederemo che venga trasferito in una struttura sanitaria, non può stare in carcere”.