Roma, 8 agosto 2026 – “C’era fumo ovunque, un odore che non ho più dimenticato”. È il ricordo di Lino Rota, uno dei primi soccorritori italiani accorsi alla miniera del Bois du Cazier quell’8 agosto 1956. Una testimonianza raccolta dall’agenzia Sir in occasione nel 70esimo anniversario della tragedia in cui Rota, oggi 97enne, racconta quando arrivò a Marcinelle e ancora non era chiara la portata dell’incidente. “Non c’era tempo per pensare. Bisognava scendere, provare, vedere se qualcuno rispondeva”, racconta nell’intervista. Un'immagine del documentario "Il fiore delle terre nere - Marcinelle 70 anni dopo", scritto e diretto da Salvatore Braca (Ansa)
L’errore da cui partì tutto
Quella mattina di 70 anni fa, a Marcinelle, nel bacino carbonifero di Charleroi, nel centro del Belgio, nel pozzo chiamato Bois du Cazier, “Bosco del Cazier”, intorno alle 8.10 un montacarichi venne azionato nel momento sbagliato, mentre un vagoncino di carico sporgeva ancora dalla gabbia. L’urto danneggiò una conduttura dell’olio, alcuni cavi dell’alta tensione e un tubo dell’aria compressa, una combinazione a cui sono bastate poche scintille per innescare un incendio che si è subito propagato alle strutture in legno del pozzo, con l’olio che ha fatto da accelerante.











