Ha un’aria gentile, come le rose che studia da una vita. Franca Vittoria Bessi, nata a Pistoia ma fiorentina da sempre, è un’eccellenza nel suo ambito di studi. È una botanica esperta della storia dell’evoluzione delle rose coltivate e in particolare della loro nomenclatura. Una sfida tutt’altro che semplice.
Oggi la tassonomia segue regole precise, ma in passato nella descrizione di un giardino per le rose si potevano usare nomi che oggi sono differenti. Alcune sono addirittura scomparse, lasciando un ricordo in un testo antico, come la “rosa dei sessanta petali” menzionata da Erodoto. E qui entra in scena un’esperta come Franca Vittoria Bessi, che sa riconoscere le tipologie delle rose del passato, e a volte dare loro il nome attuale. Con oltre una quarantina di pubblicazioni fra libri e articoli Bessi, che è stata membro del direttivo della Sezione Toscana della Società Botanica Italiana, ha tenuto corsi e conferenze, collaborazioni a ricerche del Cnr e ha seguito numerosi progetti legati a giardini storici. All’università di Firenze, tiene interventi didattici sul genere Rosa.
Nell’ambito dell’ultima edizione di Orticola, le è stato consegnato il premio iO Donna «per l’impegno profuso nel mettere le proprie competenze a disposizione di enti, istituzioni e scuole, finalizzato alla diffusione e al consolidamento della cultura botanica sul territorio nazionale».






