Rodologi, botanici, giardinieri, scienziati. Creare una nuova rosa è un complesso lavoro che coinvolge le competenze di figure professionali diverse. Alla «David Austin Roses», una vera istituzione del settore, ne sanno qualcosa. Operazione sempre ardua. Se poi una rosa è pensata per un re o una regina, la sfida è ancora più alta. Gli splendidi fiori David Austin, ispirati a figure regali, fanno parte della cifra di questo «allevamento di rose pregiate» fondato più di 60 anni fa. Tra loro la «Elizabeth», con i suoi toni albicocca e rosati che si «dispiegano come la luce della sera alla fine dell’estate». O la «Princess Alexandra of Kent» che «reca in egual misura profondità e chiarore»; la «William and Catherine» pensata per omaggiare la magica atmosfera del Royal Wedding Day; la «Princess Anne», «un po’ più intrepida […] affidabile e resiliente». Spiegano efficacemente, sul sito di «David Austin Roses»: «Queste rose, nel loro insieme, offrono più che colore e profumo. Portano con sé senso della Storia e cura premurosa. Che perdurano molto dopo che lo sfarzo è passato». Coltivate «with pride» nello Shropshire, sono rose che rappresentano in egual modo una meraviglia botanica e un presidio vivente di cultura. Ad aggiungere bellezza alla bellezza quest’anno è arrivata la «King’s Rose», la rosa del Re.
Arriva la rosa del Re
La «King’s Rose» di «David Austin Roses» celebra Carlo III e fa del bene






