Scontro sulla commemorazione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, dove l’8 agosto 1956 morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani. A far discutere è la contestazione che sarebbe stata inscenata, secondo Carlo Fidanza Capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, da alcuni rappresentanti della Cgil durante l'intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che stava leggendo il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«La Cgil deve vergognarsi! – dice Fidanza – Questa mattina al Bois du Cazier, durante le commemorazioni ufficiali della tragedia di Marcinelle. Ebbene, i rappresentanti della Cgil si sono voltati di spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo stesso hanno fatto durante l'intervento della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna. Un gesto patetico e vergognoso, che dimostra una totale mancanza di senso delle istituzioni, un odio cieco che oggi travolge persino il Presidente della Repubblica. La sinistra si dissoci da questo scempio!».

Dura reazione della premier Giorgia Meloni, che sui social ha attaccato i rappresentanti sindacali. «Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso – scrive sui social Meloni - Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l'Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un'organizzazione che ha tra le proprie ragioni d'essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo».