La Piramide Rossa di Dahshur, in Egitto, costruita circa 4.500 anni fa durante la IV dinastia, è al centro di un nuovo studio che fa luce su come fu costruita.
La Piramide Rossa sull’altopiano di Dahshur, in Egitto, sorge accanto a due imponenti strutture in pietra che per decenni sono state interpretate in modo diverso da quanto rivela un nuovo studio.
La Piramide Rossa, in Egitto, costruita circa 4.500 anni fa durante la IV dinastia, continua a nascondere interrogativi sulla sua costruzione. Le due imponenti strutture che si estendono nel sito di Dahshur, a pochi passi dal monumento, sono state interpretate per quasi un secolo come semplici rampe usate per trasportare i blocchi di pietra. Un nuovo studio rivela però che entrambe presentano le caratteristiche di una diga, indicando l’utilizzo di una complessa tecnologia di ingegneria idraulica impiegata per la costruzione.
“Immagini satellitari e la mappatura del bacino idrogeografico di Wadi Dahshur mostrano che le due strutture, ciascuna lunga 600-700 metri, sono ancorate ai fianchi della valle” spiegano i ricercatori guidati da Xavier Landreau, presidente dell’istituto di ricerca Paleotechnic a Parigi e autore corrispondente dello studio. Costruite durante il regno del faraone Snefru, intorno al 2.550 a.C., le due strutture avevano funzioni diverse. “Quella orientale probabilmente fungeva da diga principale per la ritenzione idrica, mentre quella occidentale, dotata di uno sbarramento a becco d’anatra, potrebbe aver agito da diga di contenimento, intrappolando i sedimenti e regolando il flusso nel canale di deviazione”. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Heritage Science del gruppo Nature.








