Di: Il giardino di Albert / Davide Conconi L’8 agosto, si celebra la Giornata internazionale del gatto (Felis catus Linneo, 1758), promossa dal Fondo internazionale per il benessere animale per sensibilizzare sul benessere felino e sul rapporto, spesso complesso, tra gatti e persone. È un’occasione perfetta per raccontare una storia evolutiva un po’ diversa da quella di cani, cavalli o bovini: il gatto domestico non sembra essere stato “plasmato” dall’uomo fin dall’inizio, ma piuttosto si è avvicinato a noi quando noi abbiamo iniziato a trasformare il paesaggio. Tutto comincia nei granai del NeoliticoSecondo gli studi genetici, il gatto domestico discende soprattutto dal gatto selvatico afroasiatico, Felis lybica Forster, 1780, una forma selvatica ancora oggi distribuita tra Nord Africa e Vicino Oriente. La domesticazione sarebbe iniziata nel Vicino Oriente, probabilmente nella Mezzaluna fertile, in parallelo con la nascita dei primi villaggi agricoli.La logica è semplice e molto “da gatto”: i cereali accumulati attiravano roditori, i roditori attiravano i piccoli felini, e gli esseri umani tolleravano questi predatori naturali perché proteggevano le scorte alimentari. La più antica associazione archeologica tra uomo e gatto risale a circa 9500 anni fa a Cipro, dove un gatto fu trovato sepolto vicino a un essere umano. I gatti ci accompagnano da tempo immemorabile anche nella produzione artistica. Qui in un quadro di Henriëtte RonnerIMAGO / AlbumUn animale semi-domesticoA differenza del cane, per millenni il gatto non ha subito una selezione intensa per svolgere compiti decisi dall’uomo. Per questo molti ricercatori lo definiscono una specie solo parzialmente o “semi” domesticata: conserva una forte autonomia, può cacciare, riprodursi senza controllo umano e, in molte popolazioni, incrociarsi ancora con gatti selvatici. Anche il suo genoma racconta una domesticazione leggera. Uno studio pubblicato già nel 2014 su PNAS ha individuato segnali di selezione in geni legati a memoria, paura e apprendimento, suggerendo che la tolleranza verso l’uomo sia stata una delle chiavi evolutive del gatto domestico. Ma le differenze genetiche rispetto ai progenitori selvatici restano più modeste che in molte altre specie domesticate.Un gatto domestico a caccia: anche se regolarmente nutrito, non abbandona il proprio istinto predatorioIMAGO / imagebrokerDal Nilo alle navi: la conquista del mondo...Secondo l’analisi del DNA antico, pubblicata nel 2017 su Nature Ecology & Evolution, la storia della diffusione del gatto domestico inizierebbe dal Vicino Oriente. La ricerca mostra che i gatti domestici attualmente viventi in Europa sarebbero il frutto del contributo di due ondate principali: la prima, vicino-orientale, legata al Neolitico, e la seconda, egiziana, che si sarebbe diffusa con particolare forza nel mondo antico. Secondo la ricostruzione proposta dai ricercatori, i gatti avrebbero viaggiato con agricoltori, mercanti, eserciti e marinai. Preziosi contro topi e ratti a bordo delle navi, sarebbero passati da villaggi e templi ai porti del Mediterraneo, fino a diventare compagni globali. Un altro aspetto messo in evidenza dalla ricerca è relativo al fatto che per molto tempo i gatti rimasero simili ai loro antenati anche nell’aspetto. La variante maculata del mantello “tabby”, oggi così comune, diventa frequente solo dopo il Medioevo, segno che la selezione estetica del gatto domestico è solo una storia relativamente recente. A prescindere da quando sia avvenuta, porti e imbarcazioni furono elementi chiave nella diffusione mondiale del gatto domesticoIMAGO / Pond5 ImagesLa diffusione del gatto domestico sarebbe molto più recenteQuando pensavamo di avere compreso il disegno della diffusione del gatto domestico, è stato pubblicato un lavoro (recentemente, nel 2025) su Science che ha complicato il quadro e smentito parzialmente lo schema precedentemente descritto. I dati di questa ulteriore ricerca indicano che l’arrivo stabile del gatto domestico in Europa sarebbe avvenuto principalmente a partire dal I secolo d.C. da una popolazione nordafricana, cioè circa 2000 anni fa e, dunque, ben più tardi di quanto ipotizzato nella precedente ricerca. Il patrimonio genetico portato sul nostro continente in occasione di questo flusso migratorio è, infatti, alla base del genoma dei gatti domestici moderni in Europa.Come evolverà il gatto di domani?Il futuro del gatto domestico dipenderà sempre più dagli ambienti creati dall’uomo. Nelle città, i gatti liberi possono passare da uno stile di vita solitario a colonie complesse, con maggiore tolleranza sociale, interazioni e strategie riproduttive diverse rispetto ai contesti isolati rurali o di rinselvatichimento. Questa plasticità comportamentale potrebbe essere una delle principali forze della loro evoluzione futura. Nella vita moderna il gatto deve abituarsi a convivere anche con ancestrali nemiciRSI-il giardino di Albert/Davide ConconiDove invece i gatti tornano alla vita selvatica, l’evoluzione può prendere altre direzioni. Uno studio del 2024, pubblicato su PLOS ONE che riguarda popolazioni insulari rinselvatichite in Australia e Hawaii ha trovato traiettorie genomiche autonome rispetto ai gatti domestici, con differenze in geni legati anche allo sviluppo del sistema nervoso e un ruolo importante di deriva genetica. Insomma, il processo di rinselvatichimento non è un’inversione speculare della domesticazione, ma un percorso evolutivo proprio e complesso guidato dalle nuove pressioni selettive ambientali. Il gatto del futuro, quindi, non sarà uno solo. Ci saranno gatti sempre più adattati alla vita d’appartamento, selezionati anche per docilità e convivenza con l’uomo; gatti urbani socialmente flessibili; e popolazioni ferali (rinselvatichite) sottoposte a nuove pressioni ecologiche. In fondo, è coerente con tutta la sua storia: il gatto non è mai stato semplicemente addomesticato. Ha negoziato, passo dopo passo, la sua presenza accanto a noi.L’articolo è collegato alla notizia diffusa in Albachiara weekend dell’8.8.2026, RETE UNO, alle 08:15
Origine, evoluzione e futuro del gatto domestico, il felino che scelse l’uomo - RSI
Dall'origine neolitica alla diffusione globale: scopri la storia evolutiva del gatto domestico, il felino che scelse l'uomo seguendo i topi nei granai.











