Domestico o selvatico? Il dilemma del gatto non viene sciolto del tutto, nemmeno dopo il sequenziamento del Dna di 87 felini antichi e moderni e una pubblicazione su Science. L’obiettivo dei ricercatori del Progetto Felix era svelare le origini del gatto domestico. Ma come spesso accade con questo animale, non basta guardarlo dritto negli occhi. Un fondo di mistero resta dietro al suo luogo di origine, alle strade che ha percorso, al perché si è unito ai nostri antenati. Anche se i genetisti dell’università di Roma Tor Vergata, autori dell’ultimo studio, hanno aggiunto un nuovo capitolo alla storia del rapporto fra esseri umani e felini, l’idea di trovarsi nel bel mezzo di un enigma non viene cancellata del tutto.
Il viaggio insieme ai legionari
Non dall’Anatolia neolitica, luogo d’origine dell’agricoltura, e non dall’antico Egitto, dove pure questo animale era venerato. Il gatto domestico secondo gli scienziati italiani sarebbe arrivato via nave dall’Africa del Nord e si sarebbe diffuso in Europa molto più tardi, solo duemila anni fa, percorrendo le vie consolari insieme ai legionari e ai commercianti romani. Un sottogruppo confinato alla Sardegna avrebbe scavato una nicchia genetica tutta sua, riconoscibile ancora oggi dalle analisi genetiche e riconducibile ai gatti selvatici nordafricani, Felis lybica lybica.







