ROMA Muro contro muro. Giorgia Meloni si prende qualche ora per raccogliere il guante de desafío, il guanto di sfida lanciato di buon mattino da Pedro Sanchez. Un ultimatum - e la rappresaglia in serata - che spazzano via ogni mediazione. «Noi non cediamo ai ricatti» si sfoga la presidente del Consiglio mentre detta ai suoi collaboratori una nota di fuoco.
Poi sente al telefono il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il titolare degli Esteri Antonio Tajani. Pensare che ai piani alti del governo si stava valutando di sospendere nelle prossime 48 ore i controlli nei porti e negli aeroporti inseriti dopo il caos a Ceuta. Pensieri spazzati via dall'aut-aut pronunciato ieri dall'arcirivale "Pedro" e poi dalla replica al vetriolo: Schengen sospesa anche dal governo spagnolo.Ira di Meloni: «Non cediamo a ricatti» «A questo punto non possiamo fermarci» spiega chi ha parlato con Meloni nelle scorse ore. Descrivendola per nulla sorpresa dalla contromossa di Sanchez. I controlli restano almeno fino a Ferragosto, come ha anticipato ieri Piantedosi, ma a questo punto non è escluso che si prolunghino fino a fine mese. Si va dunque avanti con un braccio di ferro tutto politico. Anche se dietro l'ostinazione italiana a mantenere Schengen sospesa si celano anche altre ragioni. Da qualche giorno sulla scrivania di Meloni sono atterrati report dell'intelligence preoccupanti.I report Da un lato confermano i timori di una nuova invasione di massa a Ceuta già confessati dai Servizi spagnoli. Dall'altro l'attivismo di alcune cellule jihadiste nel Nord del Marocco interessate a infiltrare tra i migranti i propri affiliati. Andiamo con ordine. Da giorni, mentre prosegue il duello rusticano tra Meloni e Sanchez, l'intelligence spagnola e italiana si parlano. E con profitto. Uno scambio informativo che ha messo al corrente la controparte italiana di una "regia" che starebbe lavorando a una seconda ondata a Ceuta. Non meno imponente.Gruppi facebook multipli gestiti dagli stessi amministratori marocchini, gruppi whatsapp e utenti tiktok che invitano alla mobilitazione per l'exclave spagnola. Con dovizia di particolari: orari e luoghi dove darsi appuntamento, vestiario consigliato per la traversata a nuoto, punti dove tentare di scavalcare le nuove recinzioni marine piazzate dalle autorità iberiche. Una macchina ben oliata e che lascia poco all'improvvisazione. Dove realtà criminali e altri attori agiscono con lo stesso obiettivo. E le utenze tunisine, algerine, libiche o egiziane riscontrate dietro alla gestione di diversi gruppi sembrano dare corpo a questa pista.Nelle comunicazioni, spiegano fonti qualificate al Messaggero, i "registi" della nuova ondata a Ceuta segnalano proprio il 15 agosto come data per riprovare l'assalto. Di qui l'alert del governo spagnolo. Ma non è escluso che si tratti di un'operazione di camouflage perché stando ai report in mano alla premier l'obiettivo è anticipare la data e tentare un blitz a Ceuta già tra il 10 e l'11 di agosto, sperando nell'effetto sorpresa. Quanto al terrorismo, il secondo fronte, sono state le autorità spagnole le prime a suonare l'allarme. Sono una decina gli individui già indagati per "reati di jihadismo" respinti a Ceuta dalle forze dell'ordine spagnole, infiltrati nella massa di migranti e di tanti disperati che sognano la traversata europea. E il dato non sorprende del tutto gli apparati italiani che monitorano da tempo, come i colleghi europei, l'attività di alcune cellule jihadiste nel Nord del Marocco, a pochi chilometri dal confine spagnolo a Ceuta, in particolare tra Castillejos e Fnideq.Da quest'area negli scorsi anni sono state arruolate centinaia di persone per andare a combattere in Medio Oriente, in Siria e in Iraq con l'Isis.Ecco spiegata la cautela. Che va di pari passo, certo, con lo scontro politico che guida le mosse del governo italiano. Dove in fondo si aspettavano, dopo il netto rifiuto a trattare di Meloni, una rappresaglia speculare di Sanchez. Schengen resta insomma sospesa, finché la tempesta non passa. A Palazzo Chigi alzano le spalle. Negano contatti tra Meloni e Sanchez. Le opposizioni accusano ancora il governo di fare propaganda sulla pelle dei più deboli. «La mossa da bulla in stile Trump di Meloni di sospendere Schengen con la Spagna dopo i fatti di Ceuta si sta rilevando un vero e proprio boomerang per il governo italiano» tuona il segretario di Più Europa Riccardo Magi.Passerà la nottata? Sotto sotto gli sherpa sperano in una tregua. Alla Moncloa, per dire, i consiglieri di Sanchez hanno apprezzato alcuni passaggi della tonitruante nota del governo italiano. Dove si riconosce la Spagna come «Paese amico». Spiragli che per ora non bastano a uscire dal tunnel di uno scontro diplomatico senza precedenti.










