Il timore, già espresso su Libero all’indomani del bando lanciato dal Comune di Torino per la "rifunzionalizzazione" dell’immobile che fu casa (abusiva) di Askatasuna, è diventato subito realtàdi Massimo Sanvitosabato 8 agosto 20263' di letturaIl timore, già espresso su Libero all’indomani del bando lanciato dal Comune di Torino per la «rifunzionalizzazione» dell’immobile che fu casa (abusiva) di Askatasuna, è diventato subito realtà. Scontato, visti i personaggi in campo. Ma non per il sindaco piddino Stefano Lo Russo, ostaggio dei rossoverdi di Avs, a loro volta legati mani e piedi alle istanze di quella galassia antagonista che intreccia gli interessi di centri sociali, collettivi studenteschi, associazioni di quartiere politicizzate e No Tav. I picchiatori, cacciati dalla porta (lo sgombero dal civico 47 di corso Regina Margherita è del dicembre 2025 e porta la firma del governo), sono in prima fila per rientrare dalla finestra (grazie alla solita complicità della sinistra istituzionale).
Lo schema è semplice: non potendo per ovvi motivi presentare in prima persona una “manifestazione d’interesse” per la gestione della palazzina oggi liberata dopo trent’anni di occupazione, ecco in soccorso l’associazione amica. Nata, tu guarda il caso, qualche mese dopo la chiusura del covo. Volti nuovi, puliti, con progetti spendibili. Nomi diversi ma stessi ideali. Si chiama “Vanchiglia nello Spazio” ed è diretta emanazione del Comitato Vanchiglia Insieme, da sempre legato a doppio filo ad Aska, la cordata che vuole prendere in gestione l’immobile. Al Manifesto, i suoi vertici, lo hanno detto chiaro e tondo: «Da tempo chiediamo la riapertura del giardino condiviso con l’asilo, ma niente. Ci auguriamo ci siano le condizioni per partecipare, sappiamo che i costi sono alti, crediamo che neanche il Comune possa valutare al momento lo stabile».ALLERGIA ALLE DIVISE Pure la casa madre di Vanchiglia Insieme, alla lettura della delibera del Comune, ha esultato, lodando la giunta: «Dopo mesi e mesi di stallo, finalmente un primo passo di chiarezza ufficiale dalle istituzioni locali sugli obiettivi e sull’inizio di un percorso di restituzione al quartiere dello stabile di corso Regina 47». Si stanno già sfregando le mani... E indovinate un po’ la loro priorità? Cacciare le forze dell’ordine. «Riteniamo che questo passo in avanti risponda alla forte domanda e pressione del quartiere Vanchiglia di uscire da questa lunghissima e faticosa fase di militarizzazione che continua attorno allo stabile, e di ragionare concretamente su come ricreare spazi comunitari di aggregazione per chi abita il quartiere, fuori dalle solite logiche commerciali», hanno spiegato. L’allergia alle divise è ammessa senza troppi giri di parole: «Poniamo sempre preoccupazione per il permanere della presenza ingombrante delle forze dell’ordine intorno agli spazi pubblici del quartiere».








