Boretto (Reggio Emilia), 8 agosto 2026 - L’autorità giudiziaria ha sospeso l’affidamento in prova a un 27enne di origine moldava, residente a Boretto, con i carabinieri della locale caserma che hanno eseguito l’ordinanza del giudice e riportato il giovane in carcere, per espiare una condanna a tre anni e mezzo per tentato omicidio, avvenuto nel 2019 in un diverbio con un 39enne ucraino, finito in rianimazione per i colpi riportati nello scontro fisico, avvenuto in centro a Boretto, con il giovane praticante la boxe e già noto alle forze dell’ordine, che aveva rischiato di provocare l’irreparabile. Solo il tempestivo intervento di alcuni residenti e l’arrivo dei soccorsi sanitari aveva evitato il peggio, quel giorno d’inverno di sette anni fa. Per quell’episodio è arrivata la condanna, con la concessione di alternative al carcere. Ma nonostante la misura per il reinserimento sociale e lavorativo, la risposta del condannato risulta essere stata caratterizzata da condotte prevaricatorie in famiglia, assenza dal domicilio e dalla devastazione dell'immobile messogli a disposizione dai genitori. A maggio era stato ammesso all’affidamento in prova con reinserimento lavorativo in un’azienda di Brescello e un percorso di volontariato a Modena. Ma un mese fa non era stato trovato in casa di notte dai carabinieri e l’alloggio messogli a disposizione dai genitori è stato reso inagibile per danni al condizionatore, alla caldaia, alla rubinetteria, al bagno e alle porte, con danni evidenti. Dunque, di fronte all’assenza di risultati positivi nel percorso riabilitativo, è stato deciso il suo ritorno in cella.
Boretto, fallisce il "reinserimento" e torna in carcere
Un 27enne condannato a oltre tre anni per una lite sfociata in tentato omicidio







