Una libreria, immagine generata con l'AI
L’estate, più della primavera – checché si dica delle pulizie pasquali – è un buon momento per… riordinare la propria libreria di casa. In che senso?
In senso letterale: prendere i libri ammonticchiati sul comodino o sul tavolo del salotto, lasciati in bagno, appoggiati senza criterio su uno scaffale qualsiasi dopo averli comprati (e magari letti, ma come diceva Umberto Eco non è necessario: i volumi da leggere ci servono a ricordare quanto ancora non sappiamo e sono una valida e rassicurante scorta per il futuro), e metterli l’uno accanto all’altro scegliendo opportunamente un ordine con cui posizionarli.
Questo per molte ragioni – non ultima una questione estetica – ma tra queste troneggia evidentemente la necessità di poter trovare il libro che cerchi quando lo cerchi.
Quest’operazione io la ripeto ogni estate: mi faccio forza e metto ogni libro al suo posto, il che richiede in definitiva di spostarli tutti, perché lo spazio segue le leggi della fisica, in particolare quella che dice che la materia non si crea né si distrugge, ma si trasforma. Lo spazio che prima occupava Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen potrebbe diventare, dovendo inserire libri nuovi in libreria, quello occupato da Piccole donne di Louisa May Alcott, per esempio; quello de La figlia unica della messicana Guadalupe Nettel potrebbe trasformarsi in quello de Il buon male dell’argentina Samanta Schweblin.






