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«La Senna non sarà pulitissima, ma è fortunata di sicuro». Lo sa bene Ginevra Taddeucci mentre con le dita disegna il numero tre. Tre come le medaglie appese al collo durante la spedizione agli Europei di nuoto in scena a Parigi, di cui due ori (nella dieci e nella cinque chilometri) e un bronzo messo oggi in cassaforte grazie al terzo posto guadagnato nella tre chilometri knockout sprint in acque libere con il tempo di 6:44.8. Davanti a lei solo l’ungherese Bettina Fabian, medaglia d’argento, e la tedesca Isabel Gose, vincitrice della gara.
«Per me la knockout sprint non è una gara difficile, di più», ammette Taddeucci con la Tour Eiffel alle spalle. «Avevo in batteria la Gose, l’avversaria da tenere d’occhio, e cercavo sempre di arrivare seconda così da averla accanto. Ho cercato di entrare e di non sentire troppe sensazioni. Alla fine sono andata più di orgoglio che di altro e sono felice per quello che ho realizzato», dice con il solito sorriso sulle labbra. E in quella Senna che aveva bollato come «bella zozza», oggi non ha trovato «arbusti o cose del genere», ma una scia per confermare il suo feeling plurimedagliato con il corso d’acqua parigino.










