Gregorio Paltrinieri delude nell'acqua di Parigi, Ginevra Taddeucci no, né in acqua né fuori. La sua Senna è dorata ma anche "bella zozza": appena uscita dal fiume dopo i 10 chilometri che l'hanno incoronata campionessa d'Europa nella distanza olimpica, la 29enne fondista di Lastra a Signa festeggia alla toscana, con schiettezza. "Parigi mi porta fortuna - dice a caldo - ai Giochi avevo preso un bronzo. Ma due anni fa, il campo gara era più pulito. Come era stavolta la Senna? Bella zozza, è uscito un 'troiaio' indicibile...".
Ginevra Taddeucci
Bisognerà tradurlo ai parigini, nel ricordo delle reazioni che Paolo Conte attribuiva ai francesi alle vittorie di un altro 'toscanaccio', Bartali. Di sicuro, se ancora non si arrabbiano, rivendicano che la Senna è balneabile, e dunque si può gareggiare. "Io sugli occhialini avevo di tutto - è d'altra parte la testimonianza della neocampionessa d'Europa - ho visto più plastica qui...sarà biodegradabile, andrà via. Ma oggi era peggio di due anni fa". "Facciamo delle analisi due volte al giorno. Finora, i risultati sono eccellenti" aveva sottolineato prima delle due gare la federnuoto francese. È andata invece via pulita pulita la gara di Taddeucci, dominante in acqua e fin troppo onesta fuori. "Mi spiace - dice, quasi togliendosi i meriti di un oro continentale - che la gara non sia stata competitiva. Mancavano delle favorite, e in acqua ho fatto quello che volevo. È stato troppo semplice". In effetti, per tre quarti di gara ha condotto l'ungherese Mihalyvari, con Taddeucci sempre sui suoi talloni e dietro l'altra azzurra Linda Caponi - alla fine bronzo - a prendere la scia e a difendersi dagli strappi della spagnola Martinez Guillen.











