SANTA CRISTINA VAL GARDENA. Di tremila che ogni giorno prendono la funivia, uno su cinque stacca il biglietto per il punto leggendario, lo sfondo perfetto per la foto. La foto sul Seceda, con le Odle, naturalmente. In abiti nuziali o da escursione, con le guance arrossate dal sole della val Gardena o con il volto perfettamente truccato. Ogni giorno seicento persone varcano il tornello più controverso della regione: 5 euro dopo i 74 di funivia da Ortisei, l'ultimo obolo per staccare un pezzo del mito. Costa caro ma «it's worth it», ne vale la pena, dicono Vickie e Lyann, arrivate da Los Angeles per un tour alpino. Appassionate escursioniste, il Seceda era nella loro bucket list, nella lista dei luoghi del mondo da non perdere.

Di altoatesini se ne incontrano pochi. Eppure la montagna brulica di gente, qualcuno pure sui prati nonostante il divieto (rinforzato da un cartello che avverte della presenza di vipere). Guardi per aria e vedi ovunque telefoni. In un paio di punti sono stati installati simil-treppiedi in legno per farsi l'autoscatto. Guardi per terra e vedi pedule, anche sneakers, in certi sparuti casi scarpe aperte, da trekking e non. In vetta circolano storie: i tiktoker che spuntano dalla funivia per un balletto e poi subito scappano in valle, le fashion victim del tacco dodici indossato all'ultimo (se non direttamente in funivia), quello che si nasconde sotto un cannone da neve per manovrare il drone, in barba ai cartelli di divieto piantati ovunque, le ragazze che appoggiandosi sull'ultima panchina si truccano per la foto.