di
Rosanna Scardi
Altri 50 mila euro vinti dal bresciano nella puntata speciale con i concorrenti cui Gerry è più legato: «Ero appena rientrato dall'Erasmus in Spagna, sono andato con le valigie...il segreto? I cruciverba, ma a scuola non ero un secchione: la mia conoscenza è selettiva».
«Ero appena arrivato da Valencia, dopo aver fatto l’Erasmus in Spagna, ancora con la valigia con me. Il mio allenamento sono stati i cruciverba». Tanto è bastato a Nicolò Scalfi, 28 anni, per trionfare nella puntata speciale della «Ruota della fortuna» che, venerdì sera, ha celebrato i 70 anni di Gerry Scotti. Il campione bresciano (originario del Villaggio Prealpino), di «Caduta libera», ha avuto la meglio su altri due tuttologi che hanno fatto la storia del telequiz, Ferdinando Sallustio da «Passaparola» ed Enrico Remigio da «Chi vuol essere milionario».
Scalfi, ha temuto i due avversari?«Li ho conosciuti al momento, è stato bello fare amicizia con loro e li ammiro molto. Della gara avevo molta paura, sono un pessimista. Temevo la casella “bancarotta” che poi ho preso. Meglio all’inizio, che alla fine». Il gioco è stato equilibrato.«Direi combattuto. La mia dote è l’istinto, sono convinto che se avessi partecipato al “Milionario”, alla terza domanda, sarei andato a casa». Quanto ha vinto in totale?«50.400 euro: 35.400 nelle varie manche più al gioco finale “La ruota delle meraviglie” ho indovinato tutti e tre i tabelloni accendendo le tre buste e mi sono aggiudicato 15 mila euro e l’e-bike». Come li impiegherà?«Sto finendo l’università. Dopo la triennale in Lettere moderne, sto ultimando la magistrale al Dams di Bologna, indirizzo audiovisivo. Vorrei acquistare una casa nella città dove andrò a lavorare». A «Caduta libera» dove è rimasto per 88 puntate tra il 2018 e il 2019, oltre ad aver partecipato a vari speciali, ha accumulato 838 mila euro in gettoni d’oro. «Mi hanno dato la fortuna e la libertà di proseguire gli studi senza pesare sui miei genitori; ho acquistato la macchina e ho messo da parte e investito il resto, concedendomi qualche viaggio in solitaria». La tesi su cos’è?«Sul quiz sportivo nei media digitali, come “Cronache di spogliatoio”. Lo sport è un’altra grande passione: per un anno sono stato lo speaker del Lumezzane in Serie C. Una bella esperienza che ho dovuto abbandonare quando mi sono trasferito a Bologna». La frase più difficile da indovinare alla «Ruota»?«Riguardava il titolo del libro di Gerry Scotti (che non conoscevo), ma ho creato lo stesso la frase da parole che avevano un senso». Davvero basta l’istinto?«E’ una questione di velocità di pensiero, unita alla capacità di saper trovare le idee, selezionare le parole. Ai miei amici do fastidio perché finisco al volo i cruciverba, ma non lo faccio apposta».A scuola era un secchione?«No, sono curioso, studio quello che mi piace, la mia è una conoscenza selettiva». Il futuro dove vorrebbe che la portasse?«Mi piacerebbe condurre podcast e programmi di divulgazione culturale e di viaggi, ma amo anche il lato creativo dietro le serie tv». In passato ha dichiarato che avrebbe voluto partecipare a «Pechino express» in coppia con Christian Fregoni, altro campione bresciano di «Caduta libera». «Ci abbiamo provato, ma non erano interessati ad averci nel cast. Ora i reality non sono la mia priorità».











