Il CSA-Cisal esprime il proprio apprezzamento per la sottoscrizione del Contratto Collettivo Integrativo 2026 del personale del comparto della Regione Calabria, riconoscendo il valore delle misure previste a favore dei dipendenti regionali.

Incidenza su diversi aspetti

Il nuovo CCI interviene su diversi aspetti che incidono direttamente sulle condizioni economiche e lavorative del personale, prevedendo, tra le altre misure, l’incremento del valore nominale del buono pasto a 8 euro, una maggiore flessibilità oraria, una nuova disciplina del lavoro agile, misure di welfare a sostegno dei lavoratori pendolari, progressioni all’interno delle aree, progetti obiettivo per la produttività e un incremento delle ore di lavoro straordinario nei settori maggiormente gravati dai carichi di lavoro. “Come Organizzazione sindacale – dichiara il Vice Coordinatore Nazionale del Dipartimento Regioni e Province, Gianluca Tedesco – riteniamo doveroso esprimere un plauso all’Assessore al Personale Antonio Montuoro per l’attenzione dimostrata e per il lavoro portato avanti sul tema della valorizzazione del personale regionale e del miglioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti.” “Apprezziamo, in particolare, il fatto che alcune delle tematiche che abbiamo posto con chiarezza all’attenzione dell’Amministrazione nel corso del confronto sindacale abbiano trovato spazio nel nuovo CCI. La nostra Organizzazione aveva infatti presentato all’Amministrazione una specifica proposta finalizzata all’introduzione di misure di welfare a sostegno dei lavoratori pendolari, consapevoli dei costi sempre più gravosi che quotidianamente molti dipendenti devono sostenere per raggiungere il luogo di lavoro. La previsione di una misura dedicata, accompagnata da uno stanziamento di 400.000 euro, rappresenta pertanto un segnale importante e va nella direzione da noi indicata.” Particolare rilievo assume anche l’incremento del valore del buono pasto a 8 euro, una misura che interviene direttamente sul potere d’acquisto dei lavoratori e che rappresenta un adeguamento atteso da tempo. “Anche su questo fronte – prosegue Tedesco – registriamo positivamente una scelta che incide concretamente sulle condizioni economiche dei dipendenti. Il valore del buono pasto non è un elemento marginale: in una fase caratterizzata dall’aumento generalizzato del costo della vita, ogni intervento che contribuisce a sostenere il reddito reale dei lavoratori assume un significato concreto.”