Una svolta nell’annosa vicenda del precariato storico negli enti strumentali della Regione Calabria potrebbe arrivare dal tavolo istituzionale aperto tra il sindacato CSA-CISAL e la Giunta regionale. Una delegazione composta dal commissario regionale Vitaliano Papillo, dal vice coordinatore nazionale del Dipartimento Regioni e Province Gianluca Tedesco e dal dirigente sindacale Giuseppe Campanaro ha incontrato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, per porre al centro dell’agenda politica l’incremento stabile dell’orario di lavoro del personale LSU/LPU fino al raggiungimento del tempo pieno.

L’interlocuzione si è svolta in un clima di confronto costruttivo e di reciproco ascolto, consentendo di analizzare nel dettaglio le criticità operative di una platea di lavoratori che per anni ha garantito il funzionamento degli uffici e dei servizi regionali in condizioni di precarietà strutturale. L’obiettivo primario espresso dalla rappresentanza sindacale è quello di trasformare contratti parziali in posizioni a tempo pieno, superando le disparità di trattamento rispetto agli altri dipendenti del comparto.

Le proposte finanziarie e la tutela previdenziale

Durante la riunione, i rappresentanti della CSA-CISAL hanno illustrato un piano per verificare l’individuazione di risorse integrative rispetto al Fondo storicizzato già esistente, con l’intento di affiancare nuovi canali di finanziamento alle dotazioni attuali e rendere sostenibile dal punto di vista economico il passaggio al full-time.