Il clero fa sentire la sua voce nella battaglia per il diritto alla salute. È la seconda volta dopo il documento diffuso a dicembre contro i paventati tagli nell’ambito della nuova rete ospedaliera siciliana.

Il vicario foraneo don Luigi Petralia ha riunito i sacerdoti e ieri sera anche i pastori delle chiese evangeliche su un tema in cui non possono esserci divisioni. Insieme si sta organizzando per fine mese un momento di preghiera che si terrà o nel piazzale dell’ospedale o nel vicino parcheggio di viale Indipendenza.

«Noi lanciamo un appello alla politica tutta –dice don Petralia – affinché agisca a servizio dell’uomo dedicando ogni sforzo a garantire il diritto supremo alla salute e facendo ancor di più in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di ambiente e salute. Noi come chiesa non possiamo non denunciare le carenze della sanità pubblica a Gela e nel comprensorio cominciando dall’insufficiente personale, dall’assenza di servizi fondamentali all’ospedale di Gela come emodinamica, neurologia, psichiatria per non parlare della grave situazione del pronto soccorso. Queste carenze pesano sui soggetti più deboli, sui tanti che non possono permettersi i costi della sanità privata.»