Isili.29 maggio 2026 alle 00:28

Una chiesa sensibile alle necessità del territorio. È il messaggio che l’arcivescovo metropolita di Oristano, monsignor Roberto Carboni, ha dato ieri durante la visita all’ospedale San Giuseppe Calasanzio di Isili. È giunto alle 10 partendo dal grande malato: il pronto soccorso, da anni aperto solo nelle ore diurne. Lo hanno accolto il cappellano don Antonio Demurtas, il direttore sanitario Sergio Laconi e la direttrice del distretto Lucia Cambilargiu. Era accompagnato dall’amministratore parrocchiale don Stephen e da monsignor Paolo Ghiani. Ha raggiunto ogni angolo dell’ospedale: uffici, ambulatori, laboratorio di analisi, Diabetologia e Oncologia, incontrando operatori e pazienti. Si è soffermato nell’ascolto dei ricoverati nel reparto di Medicina e nella Chirurgia per ascoltare chi usufruisce quotidianamente di questi servizi e chi li garantisce. Ascolto, conforto e preghiera, com’è avvenuto nell’androne dell’ospedale, dove ha impartito la benedizione.

Non sono mancati i momenti di riflessione sulla situazione dell’ospedale, che il vescovo conosce da diversi anni: «Non capisco com’è possibile che vengano chiusi i servizi, limitando l’assistenza a chi ha bisogno». Un quesito che accompagna da anni il ridimensionamento del San Giuseppe. I due dirigenti hanno illustrato le criticità dell’ospedale, di quello di comunità e della casa di comunità, ancora in fase di realizzazione e ora ospitati negli spazi prima destinati alla fisioterapia. «Questa mia presenza», ha aggiunto il vescovo, «è un richiamo a prestare maggiore attenzione a questa struttura».