di
Vera Martinella
Il 90% dei casi è dovuto a un eccesso di raggi ultravioletti. Caldo torrido in estate, temperature elevate già a inizio primavera fanno aumentare il pericolo di ustioni
I numeri sono inequivocabili: il melanoma è il terzo tumore più diffuso nel nostro Paese prima dei 50 anni, in entrambi i sessi. I casi sono in costante crescita da anni. Di più: in 20 anni sono più che raddoppiati, le ultime statistiche indicano quasi 15mila nuovi casi annui. Nonostante si parli molto di prevenzione, dunque, c'è ancora tanto da fare. Lo sottolinea Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia melanoma dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli, in occasione della Giornata nazionale dedicata a questo tumore che si celebra il 2 maggio: «Bisogna anche considerare che i cambiamenti climatici e delle nostre abitudini (con molte occasioni di esporsi al sole fuori stagione per viaggi in mete tropicali o vacanze "mordi e fuggi") moltiplicano il pericolo di scottature, che sono il fattore di rischio maggiore per un tumore della pelle». La prima regola salva-vita è prestare attenzione ai nei: se cambiano di colore o forma o dimensione bisogna farli vedere a un medico, così come è ben mostrare al dermatologo un «brutto anatroccolo», cioè un neo strano, diverso da tutti gli altri, magari comparso di recente.











