L’età alla diagnosi, la generazione a cui si appartiene, il sesso, aver avuto alcuni tipi di tumore e, soprattutto, lo stile di vita: sono questi i fattori che sembrano influenzare il rischio di sviluppare un’altra neoplasia, diversa dalla prima. A indicarlo è un ampio studio retrospettivo condotto dalla Virginia Commonwealth University su oltre tre milioni di cittadini statunitensi, e pubblicato su Plos Medicine.

Tumore al polmone, via libera europeo per una nuova combinazione di farmaci

01 Aprile 2026

L’aumento della sopravvivenza

Il tema è cruciale per chi si occupa di epidemiologia e programmazione sanitaria, come spiegano Hui Cheng e colleghi nel paper. Grazie alla diagnosi precoce e alle nuove terapie oncologiche, infatti, la sopravvivenza è aumentata in modo significativo negli ultimi anni. Negli Usa, per esempio, si stima che nei prossimi 10 anni la popolazione dei cosiddetti “lungosopravviventi” passerà dagli attuali 18 milioni a 22 milioni, con un aumento del 22%. È noto, però, che chi ha già affrontato un tumore in passato ha, in generale, un rischio maggiore della media di svilupparne uno nuovo: non parliamo di una recidiva, ma di un altro cancro primario. Tale aumento di rischio, ovviamente, non è uguale per tutti e - come mostra oggi il nuovo studio - esistono dei determinanti in grado di influenzarlo più di altri.