L’EFFETTO La linea più chiara che indica il progressivo calo dell’acquaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Cala il livello dell’acqua nel fossato del Castello, la siccità ci colpisce da vicino", abbaglio d’estate, ieri pomeriggio, per i passanti che buttavano l’occhio oltre il muretto che circonda il simbolo per eccellenza della città. Nei muri era visibile un segno più chiaro, l’acqua giù di almeno dieci centimetri. Ma, almeno in questo caso, la colpa non è della siccità. Ma sono i primi effetti del cantiere per il restauro strutturale post-sisma del Castello Estense, lacori che inizieranno a fine agosto partendo dalla zona della via Coperta. L’appalto di 12,8 milioni di euro è stato affidato a un gruppo di imprese guidato da Lares, e prevede la messa in sicurezza e la tutela del patrimonio artistico.

"Il cantiere prevede che venga svuotato il fossato, hanno cominciato da pochi giorni e andranno avanti fino a quando non ci sarà più acqua. Quello spazio verrà usato, diciamo così, per la logistica del cantiere. Per mettere le strutture e avere così un impatto più ridotto sulla piazza", a chiarire il giallo d’estate è Daniele Garuti, il presidente della Provincia, che sta seguendo da vicino i passi del cantiere, una delle opere di maggior rilievo della città, sia per la mole dei lavori, per i tempi, l’investimento ed anche perché coinvolge da vicino una struttura che è parte dell’identità di Ferrara. Proprio nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra Provincia e Comune. "Un confronto proficuo – le parole del presidente – per condividere e concordare le azioni da intraprendere in correlazione con gli sviluppi della gestione del cantiere, il cui inizio è previsto dopo Ferragosto". Durante questa fase sarà mantenuto completamente agibile e fruibile al pubblico il percorso di visita del Castello, che resterà aperto fino al termine del 2026. Un tavolo tecnico tra Provincia, Comune e imprese, seguirà poi in modo permanente l’andamento e lo sviluppo del cantiere".