HomeFanoCronacaL’ultimatum dei bagnini: "A settembre le scogliere"Danni e mareggiate a Ponte Sasso, l’acqua invade gli stabilimenti. I balneari chiedono garanzie sui cantieri dopo il rinvio dei lavori. .Acqua fino alle prime file e sabbia che scompare. E uno ’scalino’ di mezzo metroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Tiziana Petrelli

L’ultima mareggiata ha lasciato il segno sulla spiaggia di Ponte Sasso: acqua tra gli ombrelloni, lettini spostati in fretta, gradini di sabbia alti anche mezzo metro e operatori al lavoro fin dall’alba per restituire ai clienti una parvenza di normalità. Nei giorni successivi, malgrado il sole, in alcuni tratti il mare ha continuato a lambire le prime file. Gli operatori attendono ora l’avvio dei lavori sulle scogliere, inizialmente previsti prima della stagione e poi rinviati a settembre. Un ritardo ormai accolto con rassegnazione, ma accompagnato da una richiesta precisa: che il nuovo cronoprogramma venga rispettato, per salvare almeno la prossima estate.

"I lavori dovevano essere realizzati prima dell’inizio della stagione, ma ormai sono slittati e per quest’anno non possiamo che metterci l’anima in pace – spiega Marco Mastrogiacomi, titolare dei Bagni Alda –. Adesso è fondamentale che a settembre si parta davvero, senza altri rinvii". Durante la mareggiata Mastrogiacomi è rimasto in spiaggia tutta la notte, spostando ombrelloni e lettini. Alle cinque del mattino era già al lavoro per ridistribuire la sabbia. La sua concessione si estende per circa 120 metri di fronte mare, ma oggi dispone soltanto di cinque file, per un centinaio di ombrelloni. Altri ottanta sono rimasti in magazzino, insieme a circa duecento lettini, perché l’erosione ha progressivamente ridotto lo spazio disponibile. Situazione analoga al Lido delle Palme, dove l’acqua ha superato la terza fila arrivando quasi alla quarta. "Abbiamo tolto i lettini dalle prime file e li abbiamo accatastati dietro – racconta Tommaso Colombaretti –. Quando torna il sole arrivano i clienti e si ritrovano con gli ombrelloni nell’acqua. Ormai basta una perturbazione perché il mare arrivi facilmente alla seconda fila".