HomeMilanoCronacaPortò in Italia i Peanuts. Morta la signora dei libri. Annamaria GandiniIn via Verdi la “bottega culturale“ rivoluzionaria. Con il marito lanciò la rivista Linus. Aveva 93 anni.In via Verdi la “bottega culturale“ rivoluzionaria. Con il marito lanciò la rivista Linus. Aveva 93 anni.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciÈ morta a 93 anni Annamaria Gandini, storica fondatrice e anima della libreria e casa editrice Milano Libri, luogo simbolo della cultura milanese del secondo Novecento. Per oltre mezzo secolo è stata una figura di riferimento per scrittori, artisti, editori e appassionati di fumetto, contribuendo a trasformare una piccola libreria di via Verdi, a pochi passi dal Teatro alla Scala, in un crocevia di idee e innovazione culturale. Nata Gregorietti a Marsiglia nel 1933, figlia del pittore palermitano Guido Gregorietti, Annamaria arrivò a Milano nel dopoguerra, entrando presto in contatto con l’ambiente artistico e intellettuale della città. Nel 1962, a 29 anni, fondò insieme a Laura Lepetit e Vanna Vettori la libreria Milano Libri, una delle prime realtà italiane guidate da donne nel settore librario. Definendosi con ironia una semplice “bottegaia”, Gandini fu in realtà una raffinata animatrice culturale. La libreria divenne rapidamente un punto di riferimento per una generazione di intellettuali progressisti: tra i suoi frequentatori figuravano Umberto Eco (nella foto in alto con Annamaria, dall’archivio Apice - Università degli Studi di Milano), Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Vittorio Spinazzola, Giorgio Armani e numerosi artisti italiani e internazionali. Fu proprio da “Milano Libri“ che prese forma una delle più importanti rivoluzioni culturali legate al fumetto in Italia. Grazie all’intuizione di Annamaria Gandini e del marito Giovanni Gandini, la casa editrice pubblicò nel 1963 “Arriva Charlie Brown!”, primo volume italiano dedicato ai Peanuts del disegnatore e sceneggiatore statunitense Charles M. Schulz, con l’introduzione di Umberto Eco. L’anno successivo arrivò “Il secondo libro di Charlie Brown”. Il successo dell’iniziativa portò nel 1965 alla nascita della rivista “Linus”, destinata a cambiare il rapporto tra fumetto e cultura nel nostro Paese.