Annamaria Gandini e una tavola dei PeanutsCi sono persone di cui praticamente ignoriamo l’esistenza, e loro senza dubbio ignorano del tutto la nostra, che senza saperlo hanno un impatto molto profondo su di noi. Indiretto e involontario, ma profondo.
Per me una di questa era Annamaria Gandini, l’editrice scomparsa all’età di 93 anni. E’ lei che ha portato in Italia i Peanuts, il celebre fumetto di Charles M. Schulz che ha attraversato generazioni e, di fatto, raccontato l’evoluzione del mondo nel corso dei decenni, col suo stile unico e inimitabile; garbato ma incisivo, ironico e malinconico, semplice ma assolutamente mai banale.
Un fumetto che ha significato tanto e significa ancora molto, tremendamente attuale anche nelle tavole più vecchie, epico e immortale nei suoi personaggi che infatti ancora oggi tutti conoscono, da Snoopy a Charlie Brown. Letteratura, la definiva senza esitazioni Umberto Eco. Altro che noccioline.
Senza Annamaria Gandini, forse io e altri milioni e milioni di italiani non avremmo mai conosciuto la coperta di Linus e il Grande Cocomero, l’asso della Prima guerra mondiale e la ragazzina dai capelli rossi. Che, sì, sono grande, grandissima letteratura.






