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Alessandro Beretta

Fu una delle prime libraie indipendenti d'Italia. Sposò Giovanni Gandini, editore e scrittore. Dal loro negozio passarono Leonardo Sciascia, Vittorio Spinazzola, Giorgio Armani, Umberto Eco. Lei fondò anche la casa editrice «femminile e femminista» La Tartaruga

Da certe porte a vetri su via Verdi, vicino a La Scala, negli anni Sessanta uscì una cultura milanese e internazionale. Erano quelle della Milano Libri fondata nel 1962 con l’omonima casa editrice. Se la libreria ha chiuso nel 2015, giovedì, a 93 anni, è mancata a Milano chi ne aveva ancora le simboliche chiavi: la libraia Annamaria Gandini. Nata nel 1933 a Marsiglia, cresciuta poi a Roma e dal 1949 a Milano dove arrivò seguendo il padre, Guido Gregorietti, diventato direttore del Museo Poldi Pezzoli. Nel 1957 si era sposata con Giovanni Gandini, poi editore e scrittore.

Annamaria Gandini, tra le prime libraie in Italia, è stata l’anima di un luogo (fondato con Vanna Vettori, Laura Lepetit, Franco Cavallone) che creava occasioni culturali, fin dall’importazione, per primi in Italia, degli albi dei Peanuts di Charles M. Schulz. Una scoperta, come raccontò, quasi casuale: «Un giorno l’avvocato “Ciccio” Mottola entrò in libreria e disse: “C’è questo fumetto che mi ha fatto a passare la paura dell’aereo, dovete averlo”. Erano i Peanuts di Chales M. Schulz e iniziammo a importarli». Di lì, spinti anche da Giovanni Gandini, la casa editrice comprò i diritti «bruciando» sul tempo Umberto Eco che li voleva per Bompiani. Non litigarono, anzi. Eco firmò nel 1963 la storica introduzione del primo libro italiano di Snoopy e soci: «Arriva Charlie Brown!».