La tutela dei diritti della personaLa Costituzione italiana del 1948, come molte costituzioni del secondo dopoguerra, è assai ricca di garanzie per tutelare la persona umana di fronte ai possibili eccessi o abusi di potere da parte del potere politico, ma anche di soggetti privati. in particolare uno dei primi articoli della Costituzione, quelli che fanno parte dei principi fondamentali su cui si regge l'intero ordinamento costituzionale, l'articolo due, è dedicato proprio a enunciare l'impegno della Repubblica nella tutela dei diritti della persona. Leggiamolo interamente: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità e richiede l'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà economica, politica e sociale». Ci sono alcune parole che sono particolarmente importanti per comprendere il significato e la concezione della tutela dei diritti della persona.Una delle parole più importanti è la scelta del verbo «riconoscere». La Repubblica riconosce qualcosa che viene prima, qualcosa che non è creato dalla stessa Repubblica, ma che è insito nella persona umana. La scelta di quel verbo non fu casuale, perché si volle proprio sottolineare che la persona porta con sé un bagaglio di propri diritti che debbono essere anzitutto riconosciuti da tutti i poteri pubblici.Naturalmente non basta riconoscere ma occorre anche garantire questi diritti. E a questo proposito è interessante notare che l'effettiva tutela dei diritti richiede l'esistenza di un sistema di giudici indipendenti (i giudici ordinari, innanzitutto). Nella Costituzione italiana è anche stato istituito un giudice speciale, la Corte Costituzionale, che ha come compito di tutelare tali diritti, di garantirli effettivamente anche nei confronti delle leggi dello Stato. Se una legge dello Stato dovesse, intenzionalmente o non intenzionalmente, ledere un diritto della persona, c'è un giudice che può annullarla in tutto o in parte. Naturalmente anche le leggi sono necessarie per garantire l'effettività dei diritti. Se pensiamo soprattutto ai diritti sociali, al diritto alla salute, ai diritti di sostegno (per esempio all'educazione, il diritto allo studio), occorrono gli interventi del legislatore, dell'amministrazione pubblica che mettano in atto sistemi normativi, risorse e anche risorse amministrative per rendere in effettivi questi diritti in concreto. Ad esempio, negli anni 70 - sicuramente non una stagione facile per la vita della nostra Repubblica: erano gli anni bui, gli anni di piombo - le istituzioni erano molto attive e cooperavano per la realizzazione in concreto di tanti diritti sociali. Uno per tutti basti ricordare la legge sul Servizio sanitario nazionale che ha reso molto più capillare e fruibile, da parte dei cittadini, un sistema sanitario che dà concretezza al diritto alla salute proclamato dall'articolo 32 della nostra Costituzione.