Un attacco cyber su larga scala o una piccola incursione terrestre per mettere alla prova la risolutezza della Nato: è questo lo scenario shock tracciato dagli 007 americani e svelato dal Wall Street Journal. Vladimir Putin potrebbe presto lanciare una provocazione "calibrata" contro un Paese dell’Alleanza per vedere chi, a Washington e nelle capitali Ue, ha davvero il fegato di reagire. Se fino a pochi mesi fa gli analisti americani consideravano improbabile che il Cremlino provocasse l’Alleanza mentre le sue truppe restano impantanate nel conflitto ucraino, il quadro è radicalmente mutato.

Incalzato dalle perdite al fronte e dai continui raid dei droni di Kiev, il presidente russo ha bisogno di una svolta. L’obiettivo non è conquistare territori, ma fare pressione psicologica alla Nato, mettendo in dubbio la tenuta del Patto Atlantico e la reale volontà di Washington di coprire gli alleati europei. I recenti sconfinamenti di droni e missili in Polonia e Romania sono i primi segnali di questa tattica di “sondaggio”.

Tensioni a cui si aggiunge il caso Germania: dopo l’allarme a Lipsia per un drone esplosivo vicino a un aereo ucraino, l’ambasciata russa a Berlino ha parlato di "provocazione orchestrata", attaccando: "La vera minaccia per la Germania sono i politici che elaborano scenari di guerra con la Russia". A complicare il quadro c’è il fattore logistico Usa: le scorte americane di munizioni e missili Stinger e ATACMS sono ormai ridotte, creando un punto di debolezza che Mosca potrebbe sfruttare.