HomeGrossetoCronacaAgrivoltaico "israeliano". Scoppia il caso a Ribolla: "La Regione fermi l’iter"La denuncia del Partito della Rifondazione Comunista sul progetto dell’impianto "La società è legata agli insediamenti nei territori palestinesi occupati".La Regione a fine maggio aveva dato parere favorevole ambientale al progetto agrivoltaico ’Ribolla’, tra i comuni di Roccastrada e Grosseto. A ottobre è atteso invece il via libero definitivo per la concessione dell’Autorizzazione unica (Aue)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon è più soltanto una questione di consumo di suolo, paesaggio o transizione energetica. L’impianto agrivoltaico previsto a Ribolla, nel comune di Roccastrada, torna al centro del dibattito e questa volta la contestazione si sposta sul terreno della politica internazionale. Il progetto, che nelle settimane scorse aveva già acceso il confronto sul territorio tra amministrazioni, cittadini e comitati, è finito ora nel mirino del Partito della Rifondazione Comunista Toscana, che chiede alla Regione di bloccare il procedimento autorizzativo dopo la denuncia avanzata dal comitato Diritti in Palestina.

Secondo quanto sostenuto dal Comitato in un dossier, la società proponente, Spv Energy 3 Srl, sarebbe riconducibile, attraverso una catena societaria, alla multinazionale israeliana Shikun & Binui Ltd, gruppo che, secondo Rifondazione e il Comitato, sarebbe coinvolto in attività legate agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Nel comunicato, il partito richiama anche il database dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani dedicato alle imprese che operano negli insediamenti israeliani, sostenendo che il gruppo vi risulti inserito.