“Sono inciampato nel tuo libro e l’ho divorato”. Letto, riletto, consigliato e regalato. Al momento di prendere il largo con la sua “Arca di Lorè“, Jovanotti si confronta in videocall con lo scrittore Enzo Fileno Carabba, autore di quel L’arca di Noè (Ponte alle Grazie) che durante i preparativi di questo nuovo tour ha fatto da detonatore alle sue straripanti fantasie di ragazzo fortunato. “L’ho incrociato in un momento in cui cercavo una cornice narrativa per impostare il lavoro” racconta Lorenzo a proposito del volume, uscito l’anno scorso. “Mi ci sono ritrovato molto già in quella frase di Borges che dice “Si era, come sempre, alla fine del mondo“ messa in esergo, anche se con una traduzione un po’ libera (“eravamo, come sempre, alla fine dei tempi” dice, infatti, il celebre incipit del racconto La scrittura del Dio inserito dal pure nel video che apre lo show - ndr)”.

Jorge Luis Borges (1899-1986): una sua frase è messa in esergo al libro di Carabba

Carabba: “Vero, perché a me le traduzioni piacciono sempre leggermente sbagliate”.

Jovanotti: “Sono d’accordo con te, e probabilmente lo sarebbe pure Borges che amava gli errori, le rapsodie, i giri di parole. Il libro è molto bello e pieno di coincidenze: Quando sale sull’arca, Noè ha 600 anni, io ne ho quasi 60, quindi come se fossimo coetanei alla seconda”.