Fenomenologia di Vannacci

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Jovanotti con le clarisse

Un bambino che nei pomeriggi d’estate va a prendere, oltre la grata, i ritagli delle ostie non ancora consacrate, e — racconta lui — riceve nella "ruota" anche un bicchierino di vino dolce. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, lo ha affidato ai social, e la badessa del monastero di Santa Chiara a Cortona, suor Luciana, conferma quelle immagini d’altri tempi: "Lorenzo ricorda bene: oltre la grata c’era un telo, le sorelle si vedevano ma non bene, e lui, con altri bambini del poggio, veniva a prendere i ritagli delle ostie". Tra il cantante e le clarisse di clausura il legame è di una vita: il loro monastero sorge ad appena venti metri da casa sua, e Lorenzo lo frequenta con la moglie Francesca e la figlia Teresa ogni volta che può. Della badessa offre un ritratto affettuoso: "una giovane mistica con i piedi per terra e il cuore radioso". Un’amicizia che si nutre soprattutto di preghiera. "So che quando sono in capo al mondo, davanti a centomila persone, le clarisse di Santa Chiara mi stanno pensando — ha confidato in esclusiva a La Nazione — e magari funziona, perché sono qui!". A quelle parole risponde, come un’eco, la voce della badessa: "Anche Lorenzo, nei suoi viaggi e nelle permanenze a Cortona con la famiglia, è portato nella nostra preghiera: lo affidiamo al Signore". L’incontro "Frate Francesco. Un corpo tra musica e parole" è nato da un’idea del professor Simone Allegria, che aveva intravisto un filo tra il mondo francescano, il Laudario cortonese e Lorenzo. A trasformarla in realtà, però, è stata l’amicizia tra il cantante e le sorelle. "Un accostamento un po’ improbabile, che invece si è rivelato possibile", racconta suor Luciana: con sorpresa delle clarisse, sia Jovanotti sia lo storico Grado Giovanni Merlo, che "conosce a fondo musica e testi" del cantante, aggiunge la badessa, hanno detto sì. "Essendo io del tutto inadeguato all’occasione, è stata proprio la consapevolezza di non essere titolato a parlare di santità a farmi dire di sì", ha confidato Lorenzo. Poco prima di entrare in chiesa, ha voluto fermare il momento in una fotografia con tutte le sorelle, scattata fuori dal convento e condivisa sui social. L’appuntamento ha suggellato gli 800 anni di presenza clariana a Cortona (1225-2025), con al centro il Laudario cortonese: una raccolta di laudi che, ricorda la badessa, nacque in ambiente francescano trasformando le melodie popolari in canti di lode a Dio e ai santi. Un mondo familiare a Jovanotti, che lo definisce "un passaggio obbligato" per chi fa musica. Cuore del suo intervento è stata però la "perfetta letizia" di Francesco: "È la più grande delle sfide lanciate all’umanità — ha spiegato — e dopo 800 anni la questione è ancora apertissima in questo nostro tempo agitatissimo". "Non avevamo aspettative, eravamo lì con la disponibilità ad ascoltare", racconta suor Luciana. Per quella sera le clarisse, che escono di rado dalla clausura, hanno fatto un’eccezione di qualche ora: la chiesa di San Francesco, dove un tempo veniva cantato il Laudario, "non poteva essere luogo migliore". E sono stati i loro sorrisi, in prima fila accanto al loro amico di sempre, a scaldare gli animi della giornata.