A 15 anni ne era convinto: avrebbe fatto il pittore. A scuola era fortissimo in disegno e già immaginava il suo futuro con le mani sporche di colore, circondato da affreschi e mosaici. Del resto Lorenzo Cherubini era cresciuto nel cuore di Roma, a pochi passi da quel patrimonio infinito che è la Città del Vaticano. La vita, però, aveva in serbo per lui un'altra tela da riempire.
La gioia, il dolore
«Se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale». Sta proprio qui, in un verso di “Estate”, l'essenza di Jovanotti, l’artista in perenne movimento che domani sera sarà alla Olbia Arena per la prima tappa del Jova Summer Party 2026 - L'arca Di Lorè. In 40 anni di carriera ha cambiato pelle e linguaggio, passando dal rap degli esordi alla canzone d'autore, dalla dance alla world music, fino a diventare uno dei pochi capaci di mettere d'accordo generazioni opposte. Il prossimo 27 settembre di anni ne compirà 60, ma per tutti resterà per sempre quel «ragazzo fortunato» che non ha mai perso la voglia di vivere. Abbracciando la gioia, che ti fa dimenticare di esistere, e il dolore, che ti fa sentire di esistere.
Il cuore di Roma
Lorenzo Cherubini cresce nel quartiere Balduina, in una famiglia numerosa: è il terzo dei quattro figli di Mario Cherubini, dipendente dello Stato della Città del Vaticano, e Viola Cardinali. I coetanei sognano il pallone o il cinema, lui si innamora della radio. Passa ore ad ascoltare voci e canzoni, colleziona vinili e si imbatte in quel linguaggio nuovo arrivato dall'altra parte dell'oceano: l'hip hop. Inizia a lavorare come dj ed è dietro una consolle che impara a leggere il pubblico, a capire quando cambiare ritmo. Comunica alla famiglia che non avrebbe neanche tentato di entrare nella celebre scuola di restauro del Vaticano e per papà Mario la delusione è forte.







