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Meta Platforms dovrà versare altri 567 milioni di dollari in un apposito fondo nel New Mexico, dedicato alle misure di sostegno a favore dei minori alle prese con i danni causati dai social media. La holding, a cui fanno capo Facebook, Instagram e WhatsApp, sarà tenuta inoltre ad adottare specifiche funzionalità di sicurezza, come l'impostazione predefinita che nasconde il numero di «mi piace" sulle foto per tutti gli utenti minorenni, e la pubblicazione sul proprio sito web di adeguate informazioni sui rischi legati all’uso delle piattaforme, a partire dalla dipendenza. «Malgrado Meta non sia l’unica in questo senso, le sue piattaforme di social media contribuiscono in modo significativo all’attuale crisi della salute mentale tra i giovani del New Mexico», ha scritto il giudice Bryan Biedscheid nella sentenza diffusa giovedì sera nella causa di 'disturbo alla collettività', facendo notare che lo Stato è privo di un numero adeguato di programmi e servizi di salute mentale per aiutare i giovani in difficoltà, danneggiati dalle app. «Le testimonianze degli esperti confermano l’esistenza di un nesso di causalità tra i social media e la crisi della salute mentale giovanile nel New Mexico», ha rincarato il giudice. La causa, tra l’altro, ha avuto inizio a seguito di un’azione sotto copertura del procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, con la creazione di un falso profilo social di una tredicenne: «Fu letteralmente inondato di immagini e sollecitazioni mirate» da parte di molestatori di minori, ha raccontato.










