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Adriana Logoscino

Dal Pd a Italia viva: la Commissione usata per propaganda. La replica: «Il leader M5S rinunci all’immunità». Il dem Boccia: «La destra processa chi governò la pandemia come ha fatto Trump con Fauci»

Giuseppe Conte «ha ristabilito la verità», secondo tutte le forze di opposizione. Che si schierano in difesa dell’ex presidente del Consiglio, oggi leader del M5S, dopo l’audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul Covid. Solo Carlo Calenda si smarca: «La Commissione è un indegno tentativo di vendetta, ma Conte si conferma un povero populista senza coraggio». Ma Fratelli d’Italia non arretra. Anzi rilancia: «Riascolteremo Conte e chiederemo l’audizione anche di Roberto Speranza».

Ventiquattr’ore dopo la lunga audizione dell’ex premier a Palazzo San Macuto, lo scontro tra Conte e Giorgia Meloni si anima e contagia i social: i commenti al post che la presidente del Consiglio ha dedicato la sera di giovedì alla circostanza, sono decine di migliaia. Anche la replica dello stesso Conte — «Meloni, io ci sono, lei troverà 5 minuti per rispondere all’italia sulle chat di Delmastro?» — riscuote consensi. La nota corale delle forze politiche di opposizione è netta: «Conte ha fatto chiarezza, ci ha messo la faccia, ha dato risposte, ha restituito dignità al ruolo della politica intesa come servizio alla collettività. La maggioranza, con FdI in testa, usa la commissione di inchiesta per fare propaganda politica». La firmano i capigruppo in Commissione Covid di Pd, M5s, Avs e Iv. Per le forze politiche che allora sostenevano il governo Conte, l’audizione, «dopo anni di menzogne da parte di una maggioranza che sembra aver dimenticato il dramma che il nostro Paese ha attraversato», è stata l’occasione per «riportare al centro del dibattito un quadro trasparente e dettagliato, spazzando via teorie strampalate e fake news». L’invito è perentorio: «Ora la destra si arrenda al fallimento della sua crociata».