Prysmian punta a diventare una one-stop solution per clienti e distributori negli Usa nel settore dell’elettrificazione e dei data center con l’acquisizione da 3,3 miliardi di euro di Atkore, produttore americano di componenti e sistemi per il settore elettrico.
Il gruppo guidato dal ceo Massimo Battaini lo ha identificato come il tassello giusto per scalare ulteriormente e diventare un gigante da oltre 22 miliardi di ricavi e una capitalizzazione di quasi 40 miliardi.
La trazione sarà sempre più a stelle e strisce, come testimonia la terza acquisizione in due anni negli Stati Uniti: guardando ai numeri del 2025, il combinato di Prysmian e Atkore produrrebbe il 45% del proprio fatturato in Nord America, superando così l’area Emea come primo mercato del nuovo perimetro (43%).
L’operazione per il momento non ha scaldato il titolo, che ormai da metà luglio oscilla tra 120 e 130 euro, ancora lontano dai massimi oltre i 150 euro di inizio maggio nonostante i dati del semestre in linea con le attese e il primo maxi-accordo da 5,5 miliardi di euro con Molex per la fornitura globale di cavi in fibra ottica ai data center, accelerando così nel mercato degli hyperscaler.
Proprio la volontà di rinforzarsi nel settore dei data center per cavalcare l’opportunità di mercato consente di inquadrare al meglio l’acquisizione di Atkore.













