Colpiti mentre cercavano di scappareMaria Luisa Rumi raccontava che i bambini, vedendo cadere gli ordigni luccicanti, non compresero immediatamente il pericolo. Suo fratello esclamò: «Vengono giù dei bigliettini!», pensando che gli aerei stessero lanciando dei cioccolatini o dei manifesti. Quando le sirene antiaeree vennero attivate, era già troppo tardi. Mentre i bambini correvano per raggiungere il rifugio sottostante, un ordigno prese in pieno la tromba delle scale uccidendoli sul colpo con le loro maestre e tutto il personale. Degli oltre duecento bambini che quel giorno erano a scuola, solo otto di loro riuscirono a salvarsi: Sergio Francescatti, Maria Luisa Rumi, Giuditta Trentarossi, Giuseppe Pasotti, Graziella Ghisalberti, Giuliano Lazzaroni, Annamaria Redaelli. Alcuni di loro erano rimasti miracolosamente protetti dalle bolle d’aria create dai detriti, altri non si trovavano nell’edificio mentre la bomba colpiva le scale. Per gli altri 184 bambini, rimasero sole le grida strazianti dei genitori accorsi sul posto. Davanti alla scuola completamente sventrata e ridotta a un cumulo di macerie, i genitori iniziarono a scavare disperatamente a mani nude e con badili di fortuna nel tentativo di spostare i pesanti blocchi di cemento e liberare i figli intrappolati ma per loro non ci fu nulla da fare. Poche ore dopo l'esplosione, anche l'allora Arcivescovo di Milano, il Cardinale Ildefonso Schuster, arrivò a Gorla. Le foto storiche e i testimoni lo ricordano mentre camminava in lacrime tra le macerie, benedicendo le salme allineate nel cortile e tentando di abbracciare e confortare i padri e le madri distrutti dal dolore
È morta Maria Luisa Rumi, fra i superstiti dei “piccoli martiri di Gorla”
Era il 20 ottobre 1944. Una pioggia di bombe colpiva la scuola elementare del quartiere Gorla, uccidendo 184 bambini. Con Maria Luisa Rumi scompare l’ultima tes









