Tra costi in crescita, collezionisti più prudenti e fiere sempre più onerose, il sistema delle gallerie ripensa il proprio futuro. Dopo i licenziamenti annunciati da Pace Gallery e la decisione di ridurre il numero di artisti rappresentati è notizia di questi giorni che anche Gagosian ha avviato un ridimensionamento della propria presenza fisica, chiudendo lo spazio di Burlington Arcade a Londra, aperto nell’ottobre 2023, e la sede di Basilea inaugurata nel 2019.
Si tratta di due ulteriori segnali di un ripensamento del modello di espansione che negli ultimi vent’anni aveva caratterizzato i principali operatori internazionali, sempre più orientati oggi a razionalizzare costi e spazi senza rinunciare alla presenza nei mercati strategici. Da Pace Gallery alle realtà italiane, il tema non è una crisi del mercato ma la sostenibilità di un modello costruito negli ultimi vent’anni.
Il mestiere del gallerista sta cambiando. Non perché il mercato abbia smesso di funzionare, ma perché sono cambiate le condizioni economiche, i comportamenti dei collezionisti e il ruolo stesso della galleria. Una trasformazione che riguarda tanto i grandi operatori internazionali quanto le realtà medio-piccole, chiamate oggi a conciliare ricerca culturale, costruzione delle carriere artistiche e sostenibilità economica.






