ROVERETO. Profondamente innamorato della cultura, ha dedicato tutta la sua lunga vita alla musica e allo studio. Fino all'ultimo ricovero di due mesi in ospedale, ha trascorso le giornate suonando per ore il pianoforte e leggendo i grandi classici della letteratura. All'età di 94 anni il maestro Paolo Peloso, piemontese di Ovada, tra i direttori d'orchestra più noti a livello internazionale del secondo Novecento, si è spento a Rovereto, città d'origine della moglie violinista Antonella Raffaelli.
«Qui aveva trovato un ambiente di grande cultura - racconta il figlio Gian Paolo Peloso, violinista e direttore d'orchestra, oggi residente a Hong Kong - , dove aveva potuto continuare a coltivare il suo amore per lo studio. Al nostro arrivo, nel 1982, ricevette una lettera del maestro Gianandrea Gavazzeni. Il direttore d'orchestra di Bergamo gli aveva scritto: "mi fa piacere che lei si sia trasferito nella civilissima Rovereto". Mio padre amava questa città e spesso mi mostrava quel biglietto».
Peloso aveva scelto la città della Quercia dopo aver già calcato i più prestigiosi palcoscenici internazionali, dirigendo, tra le altre, la San Francisco Opera, la Canadian Opera di Toronto, la Staatsoper di Berlino, e lavorando nei teatri francesi di Tolosa e Avignone. Formatosi al conservatorio di Genova con i grandi direttori Claudio Abbado e Zubin Mehta, perfezionandosi ai corsi dell'Accademia Chigiana di Siena, il maestro Peloso iniziò una straordinaria carriera dirigendo per molti anni alla Scala di Milano.







